Tema progettuale AA 2016/17


Lo Scarto e l’Eccellenza
Ovvero dai problemi alle soluzioni migliori, dal vintage all'economia circolare, dal lusso per pochi all'eccellenza per tutti, dagli errori alle migliori risorse per il futuro. L.UN.A. da anni invita i giovani progettisti ad una attenzione alla ecosostenibilità e alla qualità dei prodotti rivolta al benessere delle persone e dell’ambiente.
Quest’anno vogliamo lanciare una sfida ancora più ambiziosa e imporci obiettivi di eccellenza a partire da quello che costituisce “il problema”. E’ la “chiusura del cerchio” del nostro impegno su questi argomenti ed è il tentativo di superare concetti ormai diffusi come “ecosostenibilità”, “vintage”, “biologico”. Vogliamo di più e meglio, anche perché è il destino e la possibile fortuna delle nostre attività industriali e professionali. Oggi è richiesta credibilità e reputazione e i designer possono offrirla alle Aziende grazie a progetti in grado di offrire qualità e bellezza riducendo ed eliminando “scarti” collaterali.

Materiali
L’attenzione più diffusa al tema dello scarto è quella relativa ai materiali. Qui si assiste ad una lenta ma costante trasformazione delle modalità produttive e della gestione dei rifiuti sia a livello istituzionale sia a livello comportamentale da parte dei singoli individui. Molto occorre ancora fare e non solo dentro le società più avanzate ma anche e soprattutto per delineare uno sviluppo
sostenibile in quelle aree del pianeta dove l’umanità è spinta ad una crescita vertiginosa per quantità e qualità del vivere, similmente a quanto avvenuto in occidente nei decenni trascorsi. Se Cina, India, ed altre aree in forte sviluppo si comporteranno come in Europa e negli Stati Uniti ci siamo comportati nel passato, il pianeta terra è destinato a collassare e divenire un ambiente inospitale per il genere umano. La notizia fondamentale è che non abbiamo un altro pianeta in cui vivere.

Territorio
Il consumo del territorio è la rappresentazione più evidente del carattere “finito” delle nostre risorse. A volte è sufficiente “guardare” con intelligenza e responsabilità quello che chiamiamo panorama per accorgerci di quanto le trasformazioni edilizie ed urbanistiche ci privino sempre più di “bellezza” naturale e architettonica. Come difendere questo “diritto alla bellezza”? L’alienazione alla bruttezza eliminerà definitivamente la capacità di distinguere un luogo da un altro? La globalizzazione continua annullerà il “genius loci”? E’ possibile utilizzare criteri qualitativi sull’agire nel territorio? Le istituzioni attuali sono in grado di svolgere funzioni
qualitative?

Architettura
Perché le nostre città si riempiono di edifici poco significativi e molti oggetti di pregio del passato sono abbandonati nel degrado? Eccellenti oggetti del passato sono lo scarto urbanistico mentre idee mediocri di architettura divengono i luoghi di vita per eccellenza. Tale fenomeno, con le dovute eccezioni, riguarda pure il territorio rurale, quello periferico e quello montano. Le coste, i laghi ed in genere i luoghi turistici non fanno eccezioni. L’architettura di interni riflette in miniatura quello che accade agli edifici, nell’annullamento della sapienza stilistica di professionisti e “consumatori” con l’acclarata delega alla grande distribuzione di soluzioni abitative sempre più standardizzate e impersonali.

Moda
La rincorsa al culto dello scarto (Jeans strappati e scoloriti, asimmetria ricercata, indumenti da sport e da lavoro portati a “fashion”, etc. ) annulla sempre più la ricerca dello stile personale e del piacere dell’”eleganza”. Una simulazione che si allontana dal reale nel gioco continuo e ribaltato della “distinzione” classista descritto da Simmel. Con questo, il “vero” scarto diviene il piacere del bello per pochi, oggi relegato alla differenza sostanziale, corporea, economica, di status sociale. La moda, quale strumento di comunicazione e di creatività diffusa, rischia di trasformarsi in strumento di comunicazione fine a se stessa dove il messaggio è solo di chi produce e non di chi indossa. Quale prospettiva potrà avere il “consum-autore” di Morace nel gioco della moda? La tensione all’eleganza è di nuovo disponibile, come prima degli anni ’60 del ‘900 a una piccola elitè di persone?

Persone
Al di la di ogni convinzione politica o religiosa, il principio di dignità delle persone dovrebbe essere condiviso in una cultura avanzata quale è la nostra. La realtà di quanto avviene a causa di dispute economiche,
razziali, religiose, consiste in una enorme disparità sociale e in gravi emergenze umanitarie. La migrazione di masse di profughi da zone disastrate per ragioni belliche o climatiche ci pone problemi nuovi e dimensionalmente epocali. La trasformazione di tali problemi in risorsa per il futuro rappresenta una utopia o in realtà l’unica soluzione possibile? Ma come e cosa si può fare?
Altri “scarti” umani spesso sono rappresentati da anziani, o da persone meno fortunate per diverse ragioni. Il ruolo del designer industriale o dell’esperto in comunicazione può giocare un ruolo speciale in questa fase storica dove quello che sembra scarseggiare è proprio il coraggio delle idee.

Luoghi
Ci sono luoghi, da alcuni definiti “non luoghi” dove la sensazione di “scarto” sembra prevalere e dove anche le persone provano sensazioni spersonalizzanti di perdita di riferimenti e “spaesamento” al punto da degradarsi e appunto perdersi. Nell’arte e nell’architettura spesso questi luoghi divengono “poetici” e generano bellezza. Fotografia, video, installazioni portano al ribaltamento del “sentire” trasformando non luoghi in luoghi di eccellenza. L’archeologia industriale, le chiese sconsacrate e molte altre tipologie divengono spesso “location” per rappresentazioni, sfilate, films. Accelerare questi processi può essere una strada? Ci sono altre strade possibili come per esempio darne una destinazione d’uso meno effimera? Qualcuno se ne sta occupando? Conosciamo la realtà delle nostre città?

Idee
Progettare vuol dire fare ricerca con metodo per poi produrre idee, definirle tecnicamente e infine realizzare. Molte idee del passato non sempre hanno avuto un esito positivo di realizzazione, ma non sempre
si tratta di idee di “scarto”. Anzi molte idee coraggiose e avvenieristiche di un tempo oggi troverebbero una grande possibilità applicativa.

Tempo
Uno o forse “il” bene più prezioso a nostra disposizione, anch’esso dal carattere “finito”. Nell’immaginario generale e nella esperienza dei singoli, quanto bene utilizziamo il tempo? E per quel tempo che consideriamo di “scarto” cosa possiamo elaborare per migliorarne le caratteristiche o per sostituirlo con occupazioni qualitativamente migliori?

Esempi di oggetti, fenomeni ed eventi di interesse per la progettazione.

Fiere, numerose le fiere dedicate all’ecosostenibilità, ai materiali, al riciclo, ma anche al paesaggio, alla agricoltura sostenibile, etc.

Quartieri, come le periferie, ma per esempio a Bologna scopriamo il ribaltamento dei ruoli dove fenomeni generalmente relegati in periferia in altre città si trovano qui in centro.

Media, a volte tornano, come nel caso delle radio che si pensava soppiantate dalla tv e da internet, mentre ora vivono un nuovo successo di pubblico inaspettato. Altro esempio i dischi in vinile.

Mercatini, sempre più uno dei piaceri più condivisi. La Montagnola di Bologna, il Crame a Imola e molte altre realtà in Italia e all’estero.

Musei, sono il luogo dove “lo scarto” si elegge ad “eccellenza”, dalle opere d’arte agli attrezzi per lavorare la terra coprono l’intera “arte del fare” umana.

Archivi informatici, sempre più compendiano e in alcuni casi sostituiscono le biblioteche. Ma a differenza di queste, i loro supporti si deperiscono velocemente, i software
modificandosi rapidamente perdono compatibilità e l’enorme massa informativa generata negli ultimi 40 anni rischia di svanire molto più rapidamente dei papiri egizi o dei manoscritti medievali.

Ritrovi - discoteche - bar, per “passare” il tempo, per alcuni “perdere” il tempo; si può fare meglio? Si può progettare una formula migliore di quanto viene proposto? La musica, i drink, le relazioni, come si evolvono?

Strutture sportive, quelle dedicate alla forma fisica come le palestre sono luoghi vissuti anche se non sempre ideali (si pensi all’archetipo classico delle terme), la forma fisica oggi vissuta come forma di consumo. Ma le strutture sportive dedicate alle competizioni sono spesso deserti per la quasi totalità del tempo salvo pochi eventi settimanali o mensili. Alcune di queste sono addirittura oggetto di abbandono. Come possiamo pensare ad altri utilizzi?

Case e terreni abbandonati, soprattutto in ambito rurale esiste un patrimonio immenso spesso dimenticato che potrebbe significare una occasione di riscatto per molti e di restauro ambientale e paesaggistico per tutti.

Discariche e i loro contenuti, rappresenteranno in futuro il vero pozzo di San Patrizio. Le mafie per esempio se ne sono accorte da decenni….Vogliamo occuparcene? Ci sono esempi di eccellenza sul territorio da indagare e comprendere per scoprire possibili nuove e future economie destinate a migliorare fortemente il nostro rapporto con l’ambiente.

Abiti da cerimonia, vecchi guardaroba, contenitori di eccellenze dimenticate. Come dare nuova vita nel gioco divertente della moda?

Tecnologie, come vecchie auto, vecchi computer, macchine utensili, etc.

Professioni, molti “mestieri” del recente passato sono andati in disuso, spesso sostituiti da processi industriali o automatismi della grande distribuzione. Alcuni ruoli, però una volta riscoperti e ridefiniti per
le nuove esigenze, incontrano successo di pubblico e di mercato.

Rifiuti organici casalinghi, sono quella particolare parte della pattumiera di casa che rappresenta il problema fondamentale in casa ma anche nelle discariche. La distinzione dal resto dei rifiuti e la produzione di compost organico non sempre sono possibili soprattuto in città. Occorre una nuova progettazione. Questa è una di quelle particolari “piccole” cose che possono cambiare il mondo.

Tempo di elaborazione dei computer, milioni di computer sono spesso accesi ma nullafacenti in attesa di comandi dai loro utenti. Un esempio eclatante di soluzione di tale “spreco” è il programma “seti@home” dove attraverso una applicazione salvaschermo ogni computer del pianeta può collaborare per utilizzare un grande radiotelescopio in grado di individuare segnali extraterrestri da civiltà aliene.

Magazzini industriali, che sono, come si spiega in ogni metodo dedicato alla qualità della produzione (Qualità totale, Toyota, etc.), il vero rischio delle imprese, Possiamo trasformare questo rischio in una risorsa?

 


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